Quanto costa realmente un’auto? Guida al TCO

Quanto costa realmente un’auto?

La risposta non coincide con il prezzo di acquisto, con la rata di un finanziamento o con il canone di un noleggio a lungo termine.

Per capire quanto costa utilizzare un veicolo durante un determinato periodo è necessario considerare l’insieme delle spese sostenute durante il suo ciclo di utilizzo. Questo approccio viene definito TCO – Total Cost of Ownership, ovvero costo totale di possesso o, più concretamente, costo complessivo di utilizzo del veicolo.

Il TCO è particolarmente utile per aziende, professionisti e gestori di flotte, ma può essere utilizzato anche da un privato che desidera confrontare in maniera più consapevole acquisto, finanziamento e noleggio a lungo termine.

In questa guida vediamo cos’è il TCO di un’auto, quali costi comprende, come si calcola e come utilizzarlo per confrontare diverse soluzioni di mobilità.


Cos’è il TCO di un’auto?

Il Total Cost of Ownership (TCO) rappresenta l’insieme dei costi sostenuti per acquistare o utilizzare, gestire e mantenere un veicolo durante un determinato periodo.

Il principio è semplice:

il costo reale dell’auto non è soltanto quello che paghi per averla.

Bisogna considerare anche quanto costa mantenerla, assicurarla, utilizzarla e, nel caso dell’acquisto, quanto valore perde nel tempo.

Il TCO permette quindi di trasformare costi distribuiti e spesso poco visibili in un unico valore confrontabile.


Perché il prezzo dell’auto non rappresenta il suo costo reale?

Immaginiamo di acquistare un’auto per 40.000 euro.

Quei 40.000 euro non rappresentano necessariamente il costo sostenuto per utilizzare l’auto.

Dopo quattro anni il veicolo avrà ancora un valore e potrà essere venduto. Contemporaneamente, durante quei quattro anni, saranno stati sostenuti altri costi:

  • assicurazione;
  • manutenzione;
  • pneumatici;
  • bollo;
  • carburante o energia;
  • eventuali interessi sul finanziamento;
  • riparazioni e imprevisti;
  • gestione amministrativa.

Il costo reale emerge quindi soltanto mettendo insieme tutte queste componenti.

È proprio questo l’obiettivo del TCO.


Quali costi comprende il TCO di un’auto?

Non esiste un’unica formula valida per qualsiasi situazione.

Il calcolo deve essere adattato al soggetto, al veicolo e all’utilizzo.

Possiamo però suddividere i principali costi in alcune categorie.

1. Acquisto o finanziamento

Nel caso di un’auto acquistata devono essere considerati il prezzo effettivamente pagato e, se presente, il costo del finanziamento.

Se l’acquisto viene finanziato possono quindi incidere:

  • interessi;
  • spese finanziarie;
  • eventuali commissioni;
  • altri costi collegati al finanziamento.

Per confrontare correttamente diverse alternative è importante utilizzare il costo effettivamente sostenuto, non soltanto il prezzo di listino del veicolo.


2. Svalutazione del veicolo

La svalutazione è uno degli elementi più importanti del TCO e contemporaneamente uno dei costi meno percepiti.

Un esempio semplice:

Prezzo di acquisto: 40.000 €
Valore dopo 4 anni: 15.000 €

La perdita di valore è:

40.000 € − 15.000 € = 25.000 €

Quei 25.000 euro rappresentano un costo economico legato all’utilizzo dell’auto.

Il valore futuro non è però certo.

Può dipendere da:

  • modello;
  • alimentazione;
  • chilometraggio;
  • condizioni del veicolo;
  • andamento del mercato dell’usato;
  • evoluzione tecnologica;
  • domanda futura per quella tipologia di auto.

Per questo il valore residuo rappresenta anche un elemento di rischio economico per chi acquista.


3. Assicurazione

Nel TCO devono essere considerate le coperture assicurative sostenute durante l’intero periodo.

A seconda delle esigenze possono comprendere:

  • responsabilità civile;
  • furto e incendio;
  • kasko;
  • eventi atmosferici;
  • cristalli;
  • altre coperture accessorie.

Quando si confronta l’acquisto con il noleggio a lungo termine è importante utilizzare livelli di copertura comparabili.

Confrontare un’assicurazione RC base con un contratto NLT che comprende coperture più estese produrrebbe un risultato poco significativo.


4. Manutenzione ordinaria e straordinaria

Durante la vita del veicolo devono essere sostenuti costi per mantenerlo efficiente.

Possono rientrare:

  • tagliandi;
  • controlli periodici;
  • materiali di consumo;
  • interventi meccanici;
  • componenti soggetti a usura;
  • riparazioni non coperte da garanzia.

La manutenzione straordinaria diventa particolarmente difficile da prevedere man mano che il veicolo invecchia.

Nel calcolo del TCO è quindi importante utilizzare una stima coerente con durata e percorrenza previste.


5. Pneumatici

Anche gli pneumatici possono incidere sul costo complessivo.

Bisogna considerare:

  • chilometraggio;
  • numero di sostituzioni previste;
  • dimensione degli pneumatici;
  • eventuali pneumatici stagionali;
  • montaggio, equilibratura e deposito quando necessari.

Su veicoli di categoria superiore o con pneumatici di grandi dimensioni il costo può diventare significativo.


6. Bollo e costi amministrativi

Nel calcolo possono rientrare anche il bollo e gli altri costi amministrativi direttamente collegati al possesso e alla gestione del veicolo, quando applicabili.

Per un’azienda può inoltre essere utile considerare il tempo necessario per amministrare il parco auto.


7. Carburante o energia

Per ottenere un TCO completo è possibile includere anche il costo dell’energia necessaria per utilizzare il veicolo.

Per un’auto termica:

chilometri percorsi → consumo medio → prezzo carburante

Per un’auto elettrica:

chilometri percorsi → consumo kWh/100 km → costo medio dell’energia

Questo elemento diventa particolarmente importante quando si confrontano benzina, diesel, full hybrid, plug-in hybrid ed elettrico.


8. Costi imprevisti

L’auto di proprietà può generare spese difficili da prevedere:

  • guasti;
  • riparazioni;
  • aumenti dei costi assicurativi;
  • manutenzione straordinaria;
  • riduzione inattesa del valore dell’usato.

Non tutti questi costi possono essere quantificati esattamente in anticipo.

Il TCO può quindi comprendere anche una stima del rischio economico associato alla proprietà.


Come si calcola il TCO di un’auto?

Una formula semplificata può essere:

TCO = svalutazione + costi finanziari + assicurazione + manutenzione + pneumatici + tasse/costi amministrativi + energia + altri costi di gestione

Il risultato deve essere riferito a:

un determinato periodo + una determinata percorrenza.

Per esempio:

48 mesi / 80.000 km

Questo è fondamentale.

Non avrebbe senso confrontare il costo di un’auto utilizzata per 36 mesi e 30.000 km con un’altra valutata su 60 mesi e 100.000 km.


Come trasformare il TCO in un costo mensile?

Una volta determinato il costo complessivo è possibile dividerlo per il numero di mesi analizzati.

Esempio puramente illustrativo:

TCO complessivo 48 mesi: 33.600 €

33.600 € ÷ 48 = 700 € al mese

Questo permette di ottenere un costo medio mensile reale dell’utilizzo dell’auto.

Attenzione però: non significa che ogni mese verranno effettivamente spesi 700 euro.

Alcuni costi vengono sostenuti immediatamente, altri annualmente e altri ancora emergono soltanto alla vendita del veicolo.

Il valore mensile serve soprattutto per rendere confrontabili alternative differenti.


Un esempio pratico di TCO

Consideriamo un esempio semplificato e puramente indicativo.

Un’azienda acquista un’automobile e prevede di utilizzarla per 48 mesi e 80.000 km.

Voce Costo 48 mesi
Svalutazione 18.000 €
Interessi/costi finanziari 3.000 €
Assicurazioni 5.000 €
Manutenzione 2.500 €
Pneumatici 1.500 €
Bollo e altri costi 1.200 €
TCO escluso carburante 31.200 €

Il costo medio sarebbe:

31.200 € ÷ 48 mesi = 650 € al mese

Un’eventuale rata del finanziamento di 450 euro mensili non significherebbe quindi che quell’auto costa 450 euro al mese.

È questa una delle differenze fondamentali tra esborso mensile e costo economico reale.


Il canone del noleggio a lungo termine è un TCO?

Non esattamente, ma può concentrare all’interno di un unico importo molte delle componenti del costo complessivo.

Un contratto di noleggio a lungo termine può comprendere, a seconda delle condizioni:

  • utilizzo del veicolo;
  • manutenzione;
  • coperture assicurative;
  • assistenza;
  • pneumatici;
  • altri servizi.

Il rischio relativo alla futura vendita e al valore residuo del veicolo rimane inoltre generalmente in capo al proprietario del mezzo.

Restano invece da considerare separatamente gli elementi non compresi nel contratto, per esempio carburante o energia, eventuali franchigie e altri costi legati all’utilizzo.

Per questo anche nel NLT è necessario verificare cosa comprende realmente il canone.


Come confrontare TCO dell’acquisto e noleggio a lungo termine?

Il confronto deve utilizzare gli stessi parametri.

Per esempio:

48 mesi
80.000 km
stessa categoria di automobile
coperture assicurative comparabili
servizi comparabili

A quel punto possiamo confrontare:

ACQUISTO

Svalutazione

  • finanziamento
  • assicurazione
  • manutenzione
  • pneumatici
  • gestione
  • eventuali altri costi

NOLEGGIO A LUNGO TERMINE

Canoni

  • eventuale anticipo
  • costi non inclusi
  • eventuali altri costi previsti

Questo permette di ottenere un confronto molto più significativo rispetto al semplice:

rata finanziamento vs canone NLT.


Perché il TCO è particolarmente importante per un’azienda?

Per un privato la gestione di un’automobile richiede tempo.

Per un’azienda che gestisce 5, 10, 20 o più veicoli, questo tempo si moltiplica.

Oltre ai costi diretti possono infatti esserci:

  • gestione delle assicurazioni;
  • manutenzioni;
  • scadenze;
  • pneumatici;
  • sinistri;
  • acquisto e vendita dei veicoli;
  • rapporti con officine e fornitori;
  • gestione amministrativa;
  • tempo del personale dedicato alla flotta.

Questi elementi vengono spesso considerati marginali perché non compaiono direttamente nella fattura dell’automobile.

Ma hanno un costo.

Per questo un’analisi TCO aziendale può includere anche il costo interno della gestione della flotta.


TCO e gestione della flotta aziendale

Quando un’azienda possiede più veicoli, il TCO permette anche di confrontare:

  • modelli differenti;
  • categorie di veicoli;
  • alimentazioni;
  • durate di utilizzo;
  • percorrenze;
  • modalità di acquisizione.

Questo consente di individuare eventuali inefficienze.

Un veicolo con prezzo di acquisto inferiore, per esempio, potrebbe avere:

consumi superiori + maggiore svalutazione + manutenzione più costosa.

Un altro modello inizialmente più costoso potrebbe quindi risultare più efficiente durante l’intero periodo di utilizzo.

Il TCO sposta la decisione da:

“Quanto costa comprare questa macchina?”

a:

“Quanto costa alla mia azienda utilizzare questa macchina?”


TCO di auto elettrica, ibrida e termica

Il TCO è particolarmente utile quando si confrontano alimentazioni differenti.

Limitarsi al prezzo di listino può infatti penalizzare tecnologie con un costo iniziale superiore ma costi di utilizzo differenti.

Per effettuare un confronto è necessario considerare:

  • prezzo/costo del veicolo;
  • valore residuo;
  • consumo;
  • costo di carburante o energia;
  • manutenzione;
  • percorrenza;
  • modalità e costo della ricarica;
  • eventuale fiscalità applicabile;
  • condizioni di noleggio.

Un’auto elettrica può risultare molto efficiente in determinati scenari e meno conveniente in altri.

La domanda corretta non è quindi:

“L’elettrico costa meno?”

ma:

“Quanto costa questa specifica soluzione, utilizzata in questo modo e per questi chilometri?”


TCO e veicoli commerciali

Il principio diventa ancora più interessante nel caso dei veicoli commerciali.

Un furgone è prima di tutto uno strumento di lavoro.

Oltre ai costi diretti possono diventare importanti:

  • affidabilità;
  • consumi;
  • manutenzione;
  • tempi di fermo;
  • disponibilità del mezzo;
  • allestimento;
  • capacità di carico.

Un veicolo fermo può infatti generare un costo che va oltre la riparazione: può significare perdita di produttività o impossibilità di svolgere il lavoro previsto.

Per questo, soprattutto per un’azienda, la scelta di un veicolo commerciale dovrebbe considerare il costo complessivo e l’impatto sull’attività.


Il TCO permette di sapere con certezza quanto costerà un’auto?

No.

Il TCO è uno strumento di analisi e previsione, non una garanzia sul futuro.

Alcuni valori sono certi o facilmente prevedibili, altri devono essere stimati.

Per esempio:

Canone NLT: generalmente noto.

Prezzo di acquisto: noto.

Assicurazione: stimabile.

Manutenzione futura: stimabile.

Valore dell’auto fra quattro anni: incerto.

Costo futuro del carburante: incerto.

Più realistiche sono le ipotesi utilizzate, più utile sarà il confronto.


Gli errori più comuni quando si confrontano i costi di un’auto

Confrontare rata e canone

Una rata di finanziamento e un canone NLT rappresentano elementi economici differenti e possono comprendere costi differenti.

Dimenticare la svalutazione

È spesso una delle componenti economicamente più rilevanti dell’auto di proprietà.

Ignorare i costi piccoli ma ricorrenti

Manutenzione, pneumatici, assicurazioni e gestione possono diventare significativi nel corso degli anni.

Utilizzare percorrenze differenti

Il confronto deve essere effettuato sugli stessi chilometri.

Confrontare servizi diversi

Le coperture e i servizi devono essere il più possibile equivalenti.

Considerare soltanto il prezzo

Il veicolo meno costoso da acquistare non è necessariamente quello con il TCO più basso.


Come fare una prima analisi TCO

Per costruire una prima valutazione puoi partire da cinque informazioni:

1. Periodo

Per quanti anni vuoi utilizzare il veicolo?

2. Percorrenza

Quanti chilometri prevedi di percorrere?

3. Veicolo

Quale auto o categoria di veicolo stai valutando?

4. Modalità di acquisizione

Acquisto con capitale proprio, finanziamento, leasing o noleggio a lungo termine?

5. Costi di gestione

Quanto prevedi di spendere per assicurazione, manutenzione, pneumatici, energia e altri costi?

Da queste informazioni è possibile costruire un confronto più realistico.


Domande frequenti sul TCO

Cosa significa TCO?

TCO significa Total Cost of Ownership, cioè costo totale di possesso. Nel settore automotive viene utilizzato per stimare il costo complessivo di un veicolo durante un determinato periodo di utilizzo.

Il TCO comprende il carburante?

Può comprenderlo. Dipende dall’obiettivo dell’analisi. Quando si confrontano alimentazioni differenti è generalmente molto utile includere carburante o energia.

Il TCO comprende la svalutazione?

Nel caso dell’auto di proprietà sì: la perdita di valore rappresenta una componente fondamentale del costo economico del veicolo.

Il TCO può essere calcolato anche per un privato?

Sì. Il metodo è applicabile sia a privati sia ad aziende, anche se per queste ultime possono essere considerati ulteriori elementi fiscali, organizzativi e gestionali.

Il TCO serve per confrontare NLT e acquisto?

Sì. È uno degli strumenti più utili per evitare di limitare il confronto a canone di noleggio e rata del finanziamento.

Un TCO più basso significa automaticamente che quella è la scelta migliore?

Non necessariamente. Il costo è un elemento importante, ma devono essere considerate anche esigenze di utilizzo, flessibilità, servizi, rischio, disponibilità e preferenze del cliente.


Dal costo dell’auto alla scelta della soluzione di mobilità

Il TCO non serve a dimostrare che il noleggio a lungo termine sia sempre più conveniente dell’acquisto.

Serve a fare un confronto migliore.

In alcune situazioni il NLT può risultare particolarmente efficace; in altre l’acquisto può essere una soluzione perfettamente razionale.

Il punto è conoscere tutti i costi prima di decidere.

Per questo, quando valuto una soluzione di mobilità, preferisco partire da:

utilizzo + percorrenza + durata + veicolo + servizi + costi complessivi.

Solo dopo ha senso confrontare le diverse formule disponibili.


Vuoi confrontare il costo reale della tua auto con il noleggio a lungo termine?

Se possiedi già un’auto o gestisci alcuni veicoli aziendali, possiamo partire dai costi che stai realmente sostenendo e confrontarli con una soluzione di noleggio a lungo termine costruita sulla stessa durata e percorrenza.

L’obiettivo non è dimostrare che una formula sia sempre migliore dell’altra, ma avere numeri comparabili per prendere una decisione più consapevole.

Contattami per valutare i costi della tua mobilità


A cura di Christian Manganelli

Christian Manganelli è consulente specializzato nel noleggio a lungo termine e nella mobilità aziendale, con oltre 25 anni di esperienza commerciale nel settore automotive.

Affianca aziende, professionisti e privati nella valutazione di auto, veicoli commerciali e soluzioni di mobilità, con particolare attenzione alle esigenze di utilizzo e ai costi complessivi del veicolo.

Chi sono

Torna alle FAQ sul noleggio a lungo termine

Christian Manganelli

Consulente in Noleggio a Lungo Termine e Mobilità Sostenibile

3911444581info@christianmanganelli.it

    Chiudi Conferma Menu Whatsapp Email Separator Arrow Faqs