Le auto ibride plug-in stanno aumentando rapidamente la propria presenza sul mercato italiano e il noleggio a lungo termine sta giocando un ruolo particolarmente importante nella loro diffusione.
Secondo i dati UNRAE relativi a luglio 2026, le vetture PHEV (Plug-in Hybrid Electric Vehicle) hanno raggiunto il 10,5% delle immatricolazioni italiane, rispetto al 7,5% registrato nello stesso mese del 2025.
Un dato ancora più interessante riguarda il canale attraverso il quale queste automobili vengono immatricolate: il noleggio a lungo termine ha rappresentato il 45% delle immatricolazioni PHEV del mese.
Numeri che meritano attenzione soprattutto per chi gestisce auto aziendali e flotte.
Cosa sta succedendo al mercato italiano
Il mercato automobilistico italiano ha registrato a luglio 2026 123.184 immatricolazioni, con una crescita del 3,9% rispetto allo stesso mese del 2025.
Nei primi sette mesi dell’anno le immatricolazioni hanno raggiunto 1.060.175 unità, con un incremento dell’8,9%.
Ma è osservando le alimentazioni che emergono i cambiamenti più interessanti.
A luglio 2026:
- le ibride complessivamente hanno raggiunto il 47,5% del mercato;
- le plug-in hybrid sono salite al 10,5%;
- le elettriche pure (BEV) si sono attestate al 5,9%;
- la benzina è scesa al 19%;
- il diesel è sceso al 6,4%.
Complessivamente, BEV e PHEV hanno quindi rappresentato il 16,4% delle immatricolazioni del mese.
La fotografia del mercato sta cambiando rapidamente.
Il dato più interessante: il ruolo del noleggio a lungo termine
All’interno della crescita delle plug-in emerge un elemento particolarmente significativo.
A luglio il 45% delle PHEV immatricolate in Italia è passato attraverso il noleggio a lungo termine.
Questo significa che quasi una plug-in su due è stata immatricolata attraverso questo canale.
È un dato interessante perché mostra come il NLT possa rappresentare uno degli strumenti attraverso i quali aziende e utilizzatori stanno sperimentando la transizione verso nuove alimentazioni.
Perché le plug-in possono essere interessanti per le aziende
Una plug-in hybrid combina un motore termico con una batteria ricaricabile dall’esterno.
Quando viene utilizzata correttamente può consentire di effettuare una parte significativa degli spostamenti quotidiani utilizzando l’energia elettrica, mantenendo allo stesso tempo il motore termico per le percorrenze più lunghe.
Per alcuni driver aziendali questa combinazione può risultare interessante.
Per esempio, per chi:
- dispone di una possibilità di ricarica a casa o in azienda;
- effettua quotidianamente tragitti compatibili con l’autonomia elettrica;
- percorre occasionalmente distanze più lunghe;
- necessita di maggiore flessibilità rispetto a un’auto esclusivamente elettrica.
Ma questo non significa che una plug-in sia automaticamente la soluzione migliore.
La plug-in funziona se viene ricaricata
Questo è probabilmente l’aspetto più importante.
Una vettura plug-in deve essere ricaricata con regolarità per sfruttare realmente la propria componente elettrica.
Pensiamo a due persone che utilizzano la stessa automobile.
Il primo driver percorre 40-50 chilometri al giorno e ricarica tutte le sere.
Il secondo percorre 150 chilometri al giorno e non dispone di una possibilità stabile di ricarica.
Pur utilizzando la stessa vettura, i due profili possono ottenere risultati completamente differenti in termini di consumi, utilizzo della componente elettrica e costo complessivo.
La domanda corretta non è quindi:
“La plug-in conviene?”
ma:
“La plug-in è adatta al modo in cui questo driver utilizzerà l’auto?”
Il NLT può aiutare la transizione delle flotte
Il dato del 45% suggerisce anche un’altra riflessione.
Per un’azienda che vuole modificare progressivamente la propria flotta, il noleggio a lungo termine permette di associare un veicolo a un periodo e a un chilometraggio determinati senza dover necessariamente impostare la scelta sulla proprietà del mezzo nel lungo periodo.
Questo può rendere più semplice valutare tecnologie che stanno evolvendo rapidamente.
Ma la tecnologia deve sempre essere associata al profilo corretto di utilizzo.
Una flotta moderna non deve necessariamente utilizzare la stessa alimentazione per tutti i driver.
Può essere più efficiente utilizzare:
- full hybrid per alcuni profili;
- plug-in per altri;
- elettrico dove percorrenze e ricarica lo consentono;
- motorizzazioni termiche dove rimangono più coerenti con l’utilizzo.
Non esiste una motorizzazione migliore in assoluto
I dati di mercato sono importanti, ma non dovrebbero trasformarsi automaticamente in una scelta.
Il fatto che le plug-in stiano crescendo non significa che siano la soluzione migliore per qualsiasi azienda.
Prima di scegliere un’auto aziendale considero almeno:
chilometri annuali + percorrenza giornaliera + tipo di percorso + possibilità di ricarica + durata + costi + esigenze del driver.
Solo successivamente ha senso confrontare modelli e canoni.
Dal canone al costo complessivo
Un altro errore è confrontare le alimentazioni guardando soltanto il canone mensile.
Una valutazione più completa dovrebbe considerare il TCO – Total Cost of Ownership, cioè il costo complessivo della mobilità.
Nel confronto possono entrare:
- canone NLT;
- carburante;
- energia;
- manutenzione;
- pneumatici;
- assicurazione;
- eventuale infrastruttura di ricarica;
- fiscalità applicabile;
- modalità reale di utilizzo.
È possibile che un’auto con un canone leggermente superiore produca un costo complessivo più interessante, oppure il contrario.
Cosa ci dice quindi il dato del 45%
Il fatto che il noleggio a lungo termine rappresenti il 45% delle immatricolazioni plug-in italiane è soprattutto un segnale.
La transizione delle flotte sta accelerando, ma la scelta dell’alimentazione sta diventando più complessa.
Per aziende e professionisti sarà sempre più importante passare dalla semplice scelta del modello all’analisi del profilo di mobilità.
Il punto non sarà scegliere necessariamente elettrico, plug-in, hybrid o diesel.
Sarà individuare la tecnologia più adatta a ogni specifico utilizzo.
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Vuoi approfondire?
Sul sito trovi la guida:
Auto aziendale: come scegliere tra benzina, diesel, hybrid, plug-in ed elettrico
e l’approfondimento:
Quanto costa realmente un’auto? Guida al TCO
Due strumenti per confrontare le diverse soluzioni partendo dall’utilizzo reale e non soltanto dal canone.
Fonte e dati
I dati riportati nell’articolo provengono da UNRAE – Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri e si riferiscono alle immatricolazioni italiane di luglio 2026.
Pubblicazione dei dati: 3 agosto 2026.
A cura di Christian Manganelli
Consulente specializzato nel noleggio a lungo termine e nella mobilità aziendale, con oltre 25 anni di esperienza commerciale nel settore automotive.
