L’elettrificazione della mobilità non riguarda più soltanto le automobili.
Nel 2025 le vendite mondiali di camion e autobus elettrici sono cresciute dell’86%, superando complessivamente il mezzo milione di unità.
I dati diffusi dall’International Council on Clean Transportation (ICCT) mostrano un mercato ancora fortemente trainato dalla Cina, ma evidenziano una crescita significativa anche in Europa.
Per le aziende italiane il dato interessante non è però soltanto la crescita globale.
La domanda più concreta è:
quando un veicolo commerciale elettrico può realmente essere più adatto di un diesel o di un’altra motorizzazione?
I numeri del mercato
Secondo i dati ICCT relativi al 2025, le vendite mondiali di camion e autobus elettrici hanno superato il mezzo milione di unità, crescendo dell’86% rispetto all’anno precedente.
La Cina rappresenta ancora quasi il 90% delle vendite mondiali del settore.
Ma anche l’Europa sta accelerando.
Nell’Unione Europea le vendite di camion elettrici sono aumentate del 71% nel 2025, raggiungendo una quota di mercato del 4,5%.
Al di fuori della Cina, le vendite di camion elettrici rimangono ancora relativamente contenute — circa 41.000 unità — ma la direzione del mercato appare sempre più definita.
Perché questo trend riguarda anche le PMI
Quando si parla di elettrificazione dei mezzi commerciali è facile pensare soltanto alle grandi flotte logistiche.
In realtà la questione riguarda progressivamente anche:
- artigiani;
- aziende di manutenzione;
- imprese di servizi;
- distributori;
- aziende alimentari;
- attività con consegne locali;
- imprese con veicoli che rientrano quotidianamente nella stessa sede.
Proprio questi ultimi profili possono rappresentare alcuni dei casi più interessanti per l’elettrificazione.
Il vantaggio della prevedibilità
Per un’automobile privata la percorrenza può essere molto variabile.
Un veicolo commerciale aziendale, invece, può avere un utilizzo estremamente prevedibile.
Pensiamo a un furgone che:
- parte ogni mattina dalla sede;
- effettua un determinato giro di consegne;
- percorre 100-150 km;
- rientra ogni sera nello stesso piazzale;
- rimane fermo durante la notte.
In uno scenario di questo tipo la domanda sull’elettrico cambia completamente.
Non serve necessariamente chiedersi:
“Qual è l’autonomia massima del furgone?”
La domanda diventa:
“L’autonomia disponibile è sufficiente per completare la giornata di lavoro e ricaricare il mezzo durante la notte?”
Se la risposta è sì, l’elettrico può diventare una soluzione concretamente valutabile.
Quando un veicolo commerciale elettrico può avere senso
Tra i profili che considero più interessanti ci sono quelli caratterizzati da:
Percorrenze prevedibili
Il mezzo effettua ogni giorno distanze relativamente costanti.
Rientro quotidiano in sede
Il veicolo può essere collegato alla ricarica durante i periodi di inattività.
Utilizzo urbano o regionale
Le distanze sono compatibili con l’autonomia disponibile.
Possibilità di ricarica aziendale
L’impresa può controllare almeno in parte costi e tempi dell’energia.
Frequenza elevata di utilizzo
Un mezzo utilizzato quotidianamente permette di valutare con maggiore precisione il costo chilometrico.
Quando invece serve maggiore prudenza
L’elettrico può essere meno semplice quando:
- le percorrenze quotidiane sono molto variabili;
- il mezzo effettua frequentemente lunghe distanze;
- non esiste una possibilità stabile di ricarica;
- il veicolo opera lontano dalla sede;
- il carico è particolarmente elevato;
- l’allestimento incide significativamente sul peso;
- eventuali tempi di ricarica possono interferire con l’attività.
Per un mezzo commerciale, infatti, il tempo è un costo.
Un’automobile che deve fermarsi per una ricarica può creare un disagio.
Un furgone che deve interrompere una giornata di consegne può invece ridurre direttamente la produttività dell’azienda.
Attenzione a portata e allestimento
La valutazione di un veicolo commerciale elettrico non può fermarsi all’autonomia.
Bisogna considerare anche:
- massa complessiva;
- portata utile;
- volume di carico;
- peso della batteria;
- allestimento;
- eventuale sponda idraulica;
- scaffalature;
- attrezzature;
- carico effettivamente trasportato.
Un mezzo può avere un’autonomia teoricamente adeguata ma non essere la soluzione corretta se la configurazione riduce eccessivamente la portata necessaria all’attività.
Per questo il lavoro che deve svolgere il veicolo viene prima della scelta della motorizzazione.
Il vero confronto deve essere sul TCO
Anche in questo caso non confronterei semplicemente:
canone diesel vs canone elettrico.
Confronterei invece il costo complessivo.
Per esempio:
Veicolo diesel
canone + carburante + servizi + eventuali costi operativi.
Veicolo elettrico
canone + energia + infrastruttura di ricarica + servizi + eventuali costi operativi.
Il risultato dipende moltissimo dall’utilizzo.
Un veicolo elettrico che ricarica prevalentemente presso la sede aziendale può avere una struttura dei costi molto diversa dallo stesso mezzo che deve utilizzare frequentemente infrastrutture pubbliche.
Il noleggio a lungo termine può essere uno strumento interessante
La velocità con cui stanno evolvendo batterie, autonomie e offerta dei costruttori rende particolarmente interessante ragionare sul ciclo di utilizzo del mezzo.
Il noleggio a lungo termine consente di definire:
- durata;
- chilometraggio;
- servizi;
- utilizzo previsto;
e successivamente rivalutare la tecnologia al momento del rinnovo.
Per un’azienda che vuole iniziare a elettrificare la propria flotta, questo può favorire un approccio graduale.
Non elettrificare tutta la flotta: partire dai mezzi giusti
Una strategia interessante può essere quella di non chiedersi:
“Possiamo trasformare tutta la nostra flotta in elettrica?”
ma:
“Quali dei nostri veicoli sono già compatibili con l’elettrico?”
Si possono analizzare:
- percorrenze giornaliere;
- percorsi;
- tempi di fermo;
- sede di ricovero;
- possibilità di ricarica;
- carico e portata;
- costo attuale del carburante.
Da questa analisi possono emergere uno o più mezzi sui quali effettuare una prima transizione.
Un esempio
Immaginiamo un’azienda con dieci veicoli commerciali.
Sei effettuano percorrenze molto variabili e possono superare frequentemente i 300 km al giorno.
Quattro effettuano invece consegne locali, percorrono mediamente 120 km e rientrano tutte le sere in sede.
Non è necessario trovare una tecnologia valida per tutti e dieci.
I quattro mezzi con utilizzo prevedibile possono essere analizzati separatamente e diventare i primi candidati per un’eventuale elettrificazione.
Questo è un modo molto più concreto di affrontare la transizione.
Cosa ci dicono i dati internazionali
La crescita dell’86% delle vendite mondiali non significa che il diesel stia per scomparire dai veicoli commerciali italiani.
Significa però che investimenti, tecnologia e offerta dei costruttori si stanno muovendo rapidamente verso l’elettrificazione anche nel trasporto professionale.
Per le aziende questo suggerisce di iniziare a raccogliere dati sulla propria mobilità.
Percorrenze, consumi, tempi di fermo e modalità di utilizzo diventeranno sempre più importanti per decidere quale tecnologia adottare al momento del prossimo rinnovo.
La domanda non è “diesel o elettrico?”
La domanda corretta è:
“Quale mezzo permette di svolgere questo specifico lavoro con il miglior equilibrio tra operatività e costo complessivo?”
In alcuni casi la risposta continuerà a essere diesel.
In altri potrà essere elettrico.
La differenza la faranno soprattutto percorrenza, carico, ricarica, organizzazione del lavoro e TCO.
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Vuoi approfondire?
Sul sito trovi le guide:
Noleggio a lungo termine di veicoli commerciali: come scegliere il mezzo adatto all’attività
Auto aziendale: come scegliere tra benzina, diesel, hybrid, plug-in ed elettrico
Quanto costa realmente un’auto? Guida al TCO
Questi approfondimenti permettono di passare dalla notizia di mercato alla valutazione concreta della propria mobilità aziendale.
Fonte e dati
I dati internazionali citati provengono dall’International Council on Clean Transportation (ICCT) e si riferiscono alle vendite mondiali di camion e autobus elettrici nel 2025.
I dati sono stati diffusi nell’agosto 2026.
A cura di Christian Manganelli
Consulente specializzato nel noleggio a lungo termine e nella mobilità aziendale, con oltre 25 anni di esperienza commerciale nel settore automotive.
